Dario Nardella: ‘Riapriamo le scuole almeno per l’ultimo giorno, come gesto simbolico’

Dario Nardella: 'Riapriamo le scuole almeno per l’ultimo giorno, come gesto simbolico'

Dario Nardella chiede al Governo la riapertura delle scuole, almeno per un giorno.

Dario Nardella: 'Riapriamo le scuole almeno per l’ultimo giorno, come gesto simbolico'

‘Riapriamo le scuole, almeno per l’ultimo giorno. Un gesto simbolico per i ragazzi, un messaggio importante al Paese’. Così si è espresso il sindaco di Firenze, Dario Nardella, attraverso un suo messaggio video pubblicato su Twitter.

Secondo il sindaco Nardella, la riapertura delle scuole l’ultimo giorno prima della fine di essa, sarebbe un gesto simbolico per i ragazzi.

Dario Nardella:

‘Care ragazze e ragazzi, care bambine e bambini, in questi mesi di emergenza sanitaria, noi adulti ci siamo dimenticati di chiederci come stavate, cosa desideravate, di cosa avevate bisogno. Il primo errore del lockdown è stato proprio quello di mettere tutti voi all’ultimo posto dell’agenda politica. ”Tanto se ne riparlerà a settembre” vi è stato rispoto, e nel frattempo? Chi penserà a voi? Chi aiuterà i vostri che tornano a lavoro? Chi ascolterà il vostro dolore? Chi curerà la vostra ansia e angoscia? E allora come prima cosa per sdebitarci della nostra indifferenza, penso che dovremmo restituirvi un giorno di scuola vero, prima che finisca l’anno scolastico, almeno un giorno per ritrovarvi nelle aule con gioia, per salutare i vostri compagni diventati invisibili e intoccabili, per sorridere ai vostri maestri e insegnanti diventati un’immagine su uno schermo. Me lo avete chiesto in tantissimi e per questo raccolgo il vostro appello e lo giro al Governo nazionale con forza, a partire dalla mia città, da Firenze: apriamo le scuole l’ultimo giorno di questo anno scolastico triste e assurdo, in sicurezza e con tutte le precauzioni; stiamo riaprendo tutto, dai teatri ai parrucchieri, dai ristoranti ai negozi di vestiti. Signor Presidente Conte, non possiamo allora riaprire per un giorno almeno ciò che conta di più per un Paese e cioè la scuola? Facciamolo per non lasciare sospesa questa esperienza drammatica anche per i nostri 8 milioni di bambini e adolescenti italiani, per non lasciare loro la sensazione di essere stati abbandonati, o l’amarezza di una società incapace di dare loro ciò di cui hanno diritto. Care ragazze e ragazzi, care bambine e bambini, io credo che si possa fare, anzi, che si debba fare!