‘Liliana Segre non la sopporto, cerca solo pubblicità’, bufera sulle parole di una maestra a Firenze

Segre: sospensione dall'insegnamento per la professoressa di Firenze. Il preside la invita a non presentarsi a scuola

«Liliana Segre non la sopporto. E anche voi, ragazzi, non vi fate fregare da questi personaggi che cercano solo pubblicità”. 

Sarebbero queste le parole di una maestra di Firenze, della scuola Mazzanti in via Augusto Novelli, a Coverciano, rivolte ai ragazzini della seconda media, dopo aver fatto ‘irruzione’ in classe durante la lezione di storia di una collega.

'Liliana Segre non la sopporto, cerca solo pubblicità', bufera sulle parole di una maestra a Firenze

Come riporta la notizia divulgata da La Nazione, tutto sarebbe successo lunedì, 27 gennaio 2020, proprio il giorno della Memoria.

Secondo le testimonianze dei ragazzi, la maestra avrebbe continuato a raccontare anche la storia di suo nonno, e che anche lui sarebbe stato in un campo di concentramento. Poi, come se niente fosse avrebbe detto ai ragazzi di non andare a raccontare tutto ciò ai propri genitori.

“Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti”. “E ora non andate a casa a dire ai vostri genitori che sono nazista e antisemita…”.

Sembrerebbe che la maestra ce l’abbia proprio con la signora Liliana Segre, 90 anni, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. La signora Segre da qualche tempo è costretta a muoversi con la scorta a causa delle quotidiane minacce gonfie d’odio che le piovono addosso, specialmente fatte sui social.

Secondo quanto riferisce La Nazione, i ragazzini della scuola di Coverciano, più o meno tutti dodicenni, hanno raccontato tutto ai loro genitori.

La vicenda non si è chiusa con la solo indignazione di questi ultimi ma è andata oltre. Attraverso una chat di WhatsApp utilizzata per raccordarsi sugli impegni scolastici dei figli, i genitori hanno deciso di protestare con la dirigenza dell’istituto.

Dopo la loro protesta, la professoressa si è vista costretta a tornare in classe e chiedere scusa, anche se le parole da lei dette rimangono.

La viceministra dell’istruzione chiede verifiche

Secondo CorriereFiorentino su questa vicenda si è espressa anche la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani:

“Qualora fossero confermate dalle verifiche che stiamo compiendo tramite l’Ufficio scolastico regionale, sarebbero davvero inaccettabili le parole che avrebbe pronunciato un’insegnante di Firenze contro Liliana Segre, proprio nel Giorno della Memoria. Liliana Segre, 90 anni, sopravvissuta all’Olocausto e oggi sotto scorta, non va di sicuro in giro `alla ricerca di pubblicità´ ma svolge un compito, oserei dire una missione, affinché una tragedia simile non debba ripetersi mai più. Una lezione che gli studenti, seppur giovanissimi, hanno saputo cogliere con la loro sensibilità, e per questo li ringrazio. Spiace, invece, che potrebbe non averla colta questa insegnante a cui, in tal caso, suggerirei di ascoltare il discorso della senatrice Segre al Parlamento Europeo. Sono certa che, dopo, chiederebbe scusa a Liliana Segre e ai suoi allievi, e non pronuncerebbe più simili parole a scuola!”

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