Sicilia: ordina il solito caffè al bar e lo paga 50 euro

Sicilia: ordina il solito caffè al bar e lo paga 50 euro

Sicilia – 18 maggio 2020

Un cliente è entrato in un bar, ha ordinato il caffè, e poi ha voluto pagarlo 50 euro.

Questo gesto altruista è successo a Marsala, in Sicilia, da parte di un cliente abituale di quel bar che per 50 giorni era stato chiuso.

Sicilia: ordina il caffè al bar e lo paga 50 euro

Come riferisce il Giornale di Sicilia, l’uomo, che sarebbe un dipendente pubblico, alle 8 di questa mattina è entrato nel Bar Moon di via Roma e ha ordinato il suo solito caffè.

Dopo averlo gustato avrebbe chiesto alla barista: ”Quanto pago?” E come prima del lockdown la barista avrebbe risposto: ”1 euro”.

L’uomo ha tirato fuori una banconota da 50 euro dicendo alla barista di tenere il resto. Un gesto di solidarietà, il suo piccolo contributo per il bar per i 50 giorni che loro erano rimasti chiusi.

Il cliente generoso avrebbe dichiarato che questo era il minimo che stava facendo: ‘Io sono una persona fortunata. Ho uno stipendio pubblico, pagato anche dalle tasse che paghi tu….a domani” – avrebbe detto alla barista.

Dal 18 maggio stop lockdown per bar e ristoranti

Da oggi, 18 maggio 2020 finisce il lockdown per molti bar, ristoranti e negozi.

Purtroppo in diverse regioni italiane alcuni proprietari non hanno voluto riaprire poiché, come dichiarano alcuni, la riapertura a queste condizioni risulta essere poco conveniente.

Secondo un sondaggio di pochi giorni fa, condotto da Swg per Confesercenti, 6 attività su 10 non avrebbero riaperto il lunedì 18 maggio.

Sondaggio: Il 62% degli intervistati hanno dichiarato di aver deciso di rimanere chiusi, il 11% non aveva ancora deciso cosa fare, mentre solo il 27% si è detto pronto ad affrontare la Fase 2.

Secondo i dati di questo sondaggio, son due i motivi che hanno spinto molti proprietari di bar, ristoranti e negozi a rimanere chiusi:

1 – Il 68% dei soggetti presi a campione ha detto che la riapertura a queste condizioni risulta essere poco conveniente (clientela ridotta, spese per la sanificazione, protezioni per il personale e tanto altro.

2- Il restante 13% – ha dichiarato di avere timori legati alla sicurezza e alle incertezze che stabilisce la normativa attuale.